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spigolature postsovietiche (si fa per dire....)


Diario


19 maggio 2015

Rivoluzione colorata in Macedonia, perché no?

Se ne comincia a parlare, un po' in sordina, nei vari telegiornali italiani e sui siti di "informazione" come Repubblica, la Stampa e Corriere della sera; fra non molto se ne parlerà un po' di più e la notizia di una "rivoluzione colorata" nella Repubblica di Macedonia sarà spacciata dappertutto come una verità indiscutibile, sulla scia dell'abile operazione di disinformazione condotta a reti unificate su Maidan e la guerra del Donbass.
La vulgata occidentale dei fatti (che è sempre la stessa dai tempi della guerra in Kossovo con annesso bombardamento della Serbia) è la seguente: La Macedonia ha un presidente cattivo cattivo, guarda caso amico di Putin e del governo Serbo, che opprime una popolazione che non desidera altro che cantare "Living in America" con la bandana a stelle e strisce, e che maltratta la consistente minoranza albanese che, poverina, vuole soltanto scippare un altro pezzo di Balcani agli slavi, e per farlo protesta pacificamente (con la collaborazione della nota associazione filantropica UCK, ultranazionalisti armati che sognano la grande Albania, si dedicano alla caccia al serbo in Kossovo e hanno ottime relazioni con la Cia). Sicuramente vedremo le piazze piene di gente democratica, bella e pacifica che protesta, rischiando la vita, contro un autocrate corrotto e amante delle pulizie etniche, invocando l'aiuto dell'Occidente che si sa, è sempre pronto a concedere magnanimamente i suoi servigi, organizzando un bellissimo colpo di stato sul modello ucraino, e nella migliore delle ipotesi, spezzettando la Macedonia in due staterelli etnici ininfluenti politicamente, nell'orbita USA e dediti al narcotraffico. Ma quando ciò succederà a noi non interesserà più niente di questo oscuro paese balcanico, presi come saremo a fare il tifo per un'altra rivoluzione colorata in giro per il mondo, e a meravigliarci ogni volta per "incomprensibile reazione della Russia" che si permette di protestare, pensate un po', se si ritrova la Nato a ridosso dei propri confini.


2 agosto 2012

Spolverando la casa.

Scrivere un post dopo tanto tempo, per rispetto verso questo blog che da anni accoglie le mie farneticazioni politiche e private, era necessario.
Ne approfitto per parlare di uno dei motivi che mi hanno portato ad interrompere la pubblicazione regolare di post: la riflessione sul bertinottismo, la corrente politica, se di corrente si può parlare, che mi aveva ispirato in questi anni.
Da un po' di tempo ho rimesso in discussione tutto l'arsenale politico che ritenevo acquisito, e ne ho scoperto le ombre, l'ipocrisia, gli errori. Inoltre, la politica italiana, il valzer delle alleanze, le elezioni, sono cose che mi interessano molto meno rispetto a prima, e oggi guardo con interesse soprattutto alla politica estera e ai paesi che in modi diversi si contrappongono all'egemonia americana, e che per questo sono attaccati dall'occidente, a parole o con le armi.
Sto organizzando le idee per dei post sulle problematiche che oggi mi interessano di più, confortato dal fatto che i miei lettori ormai sono pochissimi e che quindi le mie cazzate non avranno grande diffusione.
A presto.


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5 aprile 2012

Il cerchio si è rotto, il problema rimane.

Rotto il "cerchio magico" della famiglia Bossi, nella Lega Nord, rimane tutto quello che questo partito ha prodotto: vaneggiamenti sull'indipendenza di una non precisata Padania, razzismo, omofobia, islamofobia, comunitarismo violento.
Bisogna chiedersi se tutto questo "materiale" accuratamente distillato in vent'anni possa venire utilizzato da altri leader, altri gruppi, a scapito della democrazia italiana.


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3 marzo 2012

E allora andate a cacare.

La frase "percorella, sei solo una pecorella, vorresti spararmi, vero?" è stata pubblicata su tutti i giornali, e considerata come un vergognoso insulto, che il carabiniere ha eroicamente ignorato. Ora, a parte il fatto che tutta questa storia dell'eroe, mi porta a pensare che se avesse sparato qualcuno avrebbe potuto giustificarlo, quello che più mi dà fastidio é che si consideri quella frase, genericamente, un insulto.
Non è un insulto, è uno sberleffo, qualcosa agli antipodi dell'insulto.
"Sei una pecorella, non hai nome, non hai faccia", c'è qualcosa di falso in questo, o è vero che i carabinieri obbediscono ad ordini indipendendamente da quello che ne pensano?
Ed è vero o no che loro la faccia non la mostrano?
Quello del manifestante non è un insulto, è la famosa risata che seppellirà il dominio, è lo sberleffo dell'anarchico di fornte al potere, prete sbirro o re che sia.
Un giornalista che l'abbia notato, uno, non c'è stato.
E allora andate a cacare.


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9 febbraio 2012

Valori repubblicani?

Marine Le Pen, candidata alla presdenza della Repubblica Francese per il fascistissimo Front National, punta sul voto operaio, stravolgendo completamente gli orientamenti del partito, che fino a qualche tempo fa si definiva ultraliberista in economia.
Ora la signora cavalca l'antieuropeismo più feroce e si autonomina, lei ricchissima, paladina delle classi popolari e nemica delle banche e della finanza internazionale.
Che i fascisti ricorrano in alcuni momenti ad una certa retorica socialisteggiante (ma valgono solo i poveri francesi al 100%, mica gli immigrati e meno ancora gli islamici) è cosa nota, ma lascia perplessi la disinvoltura con cui la figlia d'arte (se il fascismo è un'arte) si impadronisce dei valori repubblicani, quell su cui suo padre ha sputato per anni. Dieci anni fa sarebbe stato impensabile ascoltare una Le Pen citare De Gaulle o addirittura Jaurés, e vedere un gruppetto di fascisti vari  annuire come se ci credessero.
Cosa c'è di strano, potreste chiedermi, nel fatto che un partito di destra si richiami ai valori repubblicani? Niente, ma il FN non è "un partito di destra", ma un movimento che nasce come erede di ben altri valori, quelli di Vichy, di Petain e del peggior collaborazionismo.


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1 gennaio 2012

Sette anni.

Il 24 Dicembre 2011 questo blog ha compiuto sette anni. I post brevi che prima pubblicavo qua, adesso sono sui più immediati social network, mentre questo blog viene aggiornato periodicamente, a volte con lunghi intervalli fra un post ed un altro. Non ho però nessuna intenzione di abbandonarlo, perché voglio molto bene a questo posto.
Buon anno ai pochi utenti che continuano con affetto e attenzione a visitare questa pagina.

Vincenzo poverobucharin.


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17 dicembre 2011

[...]

In piazza qui c'è una statua di un orso bianco e una macchinetta che spara neve artificiale, sotto la pioggia vera. I bambini francesi giocano sotto l'acqua, e le madri lasciano fare; in Italia sarebbe scoppiato il coprifuoco.
Sono addolorato dalla recente morte di Christopher Hitchens ateo coraggioso e scrittore e giornalista dalla penna corrosiva, anche se le sue posizioni politiche dell'inizio degli anni 2000 mi trovano molto distante. La sua voglia di Illuminismo, di ragione, di umanesimo è anche la mia.
A Firenze si manifesta contro il razzismo, ma è battaglia impari.




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18 novembre 2011

Governo tecnico.


Per aprire i nostri culi ci vuole un professionista.


24 ottobre 2011

Scarabocchio sul socialismo.

La settimana scorsa ho letto un post di Malvino, che riportava una lettera che alcuni intellettuali di formazione marxista hanno pubblicato su Avvenire e rivolto al Papa.
Le solite fanfaronate, inesattezze e fritture d'aria sui diritti della "persona", che mi avrebbero fatto ridere, se non fosse che fra i firmatari c'era anche Mario Tronti, il padre dell'operaismo italiano.
E ci sono rimasto molto male.
Ripeto ancora una volta che il comunitarismo e la soppressione dei diritti individuali sono agli antipodi di quello che io intendo per socialismo, anche nei suoi risvolti più radicali.
Le limitazioni alla libertà economica, e il mettere in dubbio la sua natura di libertà alla stregua di quella di opinione o di associazione, derivano solo dalla lesione potenziale delle libertà altrui.
Più  Prohudon che marx, dite?
Può essere, ma meglio questo che opporre al capitalismo una visione comunitarista, peggio ancora se fondata su elementi di sacralità.


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22 ottobre 2011

Succederà ancora 2.

Esiste un malcontento molto forte in Italia, che non è espresso dai popoli viola, né dagli indignati. Temo che sia destinato ad aumentare, e condannare i "quattro teppisti" non servirà a niente.
Una politica autoreferenziale, e un'economia gestita da vecchi ricchi con l'obiettivo dichiarato di fottere quelli che verranno dopo non possono non generare risposte violente, perché la forza, soprattutto se non organizzata o guidata da "servizi d'ordine" resta l'ultima forma di espressione in paesi dove la politica non esiste più, Grecia e Italia in primo luogo.
Succederà ancora.


7 ottobre 2011

[...]

Cerco un significato politico alla sonnolenza che mi caratterizza in questi ultimi mesi.
Potrebbe essere un riflusso, dato che da sempre soffro di reflusso (gastro esofageo), oppure no.
Domenica qua votano per le primarie del Partito Socialista, e guardando i dibattiti alla televisione ho avuto l'impressione che quache idea buona ci sia, soprattutto riguardo al rapporto fra politica ed economia, che non può ridursi alla sudditanza della prima alla seconda.
Qualche turbamento deriva dall'avere appreso che per molti dei miei studenti del primo anno queste primarie sono delle perfette sconosciute.


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29 agosto 2011

Anniversari.

In punta di piedi, ieri Vincenzo ha compiuto trent'anni. Goethe approva, spero.


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12 agosto 2011

Guai.

Il fatto che l'unico telegiornale guardabile sia quello di Enrico Mentana ci mostra in che guai siamo in Italia.


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29 luglio 2011

La zuppa di cavoli.

Finito di leggere "La soupe aux Choux" romanzo di René Fallet del 1980, una sorta di miscela fra umorismo e fantascienza, secondo me molto ben riuscita. Ho scoperto anche l'esistenza di un film del 1981 tratto dal libro, e ne ho visto alcuni estratte su youtube. L'idea del romanzo è geniale: immaginare una serie di incontri del terzo tipo nella campagna francese degli anni 70, in piena trasformazione e spopolamento, fra una coppia di settantenni avvinazzati e un alieno proveniente da un pianeta ipertecnologico dove non esiste il piacere.
L'alieno scoprirà cose come il divertimento e l'amicizia, e i due vegliardi movimenteranno le loro giornate e gusteranno di nuovo la gioia di vivere. Il finale è molto fantascientifico. La zuppa di cavoli del titolo si rivelerà essere il piatto preferito dall'alieno.

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